Strane voglie

29 maggio, 2008

Stamattina, appena sveglia, ho avuto un solo desiderio. Ho preso dallo scaffale i pochi libri che mi erano rimasti per dare le ultime materie e per scrivere la tesi. Li ho ammonticchiati in un angolo. Una sorta di catarsi il giorno dopo la liberazione. Un modo per concretizzare l’abbandono dello status di studentessa, per piazzare la parola “fine” ad un percorso. O solo la maniera migliore per fare un pò di spazio in camera mia. In realtà, alcuni di questi testi vorrei tanto buttarli ma mio padre mi ha sempre detto che i libri non si buttano (al massimo si bruciano!). E allora, destinazione cantina!!!

Meta

27 maggio, 2008

Passiamo la vita a scalare montagne. In realtà, ne abbiamo bisogno perchè la nostra esistenza in pianura non ha un gran senso. In discesa, ancor meno. Ogni età ha le sue vette, i muscoli che fanno male, il fiatone, le mani indolenzite, i compagni di scalata. A poco a poco vediamo la meta sempre più prossima, ed è quello il momento più difficile perchè più si avvicina il meritato riposo, più le forze ci abbandonano. Eppure, nonostante la fatica, voltandoci indietro, a volte, capita persino di provare un pizzico di malinconia per il percorso realizzato. In fondo, fa meno paura rivivere i momenti della scalata appena passata, per quanto faticosi o dolorosi possano essere, piuttosto che immaginarsi la prossima vetta da raggiungere.

Domani è il gran giorno. Non avendo mai sentito di candidati rimandati in seduta di laurea o di eventuali possibili prolungamenti da richiedere, domani si conclude per me un’altra scalata. Dottoressa 2. Al momento, non riesco ancora a vedere la nuova vetta che mi troverò ad affrontare in futuro, e forse è anche meglio così. Nell’attesa potrò godere pienamente della meta raggiunta e riposare un pò, per riprendere fiato ed energie…

Penna(c) e calamaio

22 maggio, 2008

In questo periodo di relativo standby sto rivivendo la magnifica sensazione di immergermi di nuovo nella lettura. L’università per troppo tempo mi ha obbligato a leggere testi su testi ma la sensazione è così diversa. Finalmente sono tornata a passare ore ed ore scorrendo le pagine con la voglia di andare avanti veloce ma cercando di bloccare il tempo tra le righe, tra le parole. Ho appena finito, letteralmente divorandolo, “Ecco la storia” (2003) di Daniel Pennac. Inutile dire che l’ho trovato entusiasmante. Tra le tante frasi che ho segnato a matita, per non farmele più sfuggire, c’è un passo che trovo geniale nella sua semplicità:

“Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E’ come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare”. […] Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore”.

…senza parole…

Una vittoria al buio

18 maggio, 2008

O meglio, un pareggio al buio. Tanto è bastato al Catania per restare in serie A. Mi correggo: tanto è bastato alla squadra del Catania per restare in serie A. Perchè purtroppo, la città che tanto amo, continua invece a sprofondare verso la serie D. Ammetto che nonostante il mio bassissimo interesse per il calcio, oggi pomeriggio ho sperato che alla fine il Catania si salvasse. Ma quanto sarei più contenta se la luce (e non è una metafora) tornasse ad illuminare le strade barocche del centro! Dopo il fischio finale, ho trovato addirittura piacevole lo sventolare delle bandiere sui motorini e fuori dalle macchine. Poi però, mi è bastato spostare lo sguardo qualche metro più in là per ritrovarmi a sperare che i conducenti di quegli stessi motorini (e il casco dov’è?!?!) evitassero la buca poco più in là. Sono contenta per il Catania che rimane in serie A ma si potrà fare qualcosa affinchè LA Catania non continui a retrocedere?

Rivivere

17 maggio, 2008

Ci sono giorni che sembrano cominciare solo per farci rivivere delle sensazioni che credevamo perdute, svanite. Ci sono dei giorni che non aggiungono niente di nuovo a ciò che siamo semplicemente perchè permettono di guardare solo verso quel passato che oscura il presente. Ci sono giorni che più ti sforzi di fare andare via certi pensieri più questi tornano prepotenti, sfidandoti in un braccio di ferro che sai già di non poter vincere. Ci sono giorni che ti sembra quasi che il tempo non sia passato, che quelli che tu hai percepito come anni fossero piuttosto degli istanti. Sono questi i giorni in cui capisci che quel passato sarà comunque il tuo presente, anche in futuro…

Offerte di lavoro

12 maggio, 2008

Squilla il telefono. “Pronto?”. “Buongiorno, chiamo per informarla di una interessantissima offerta di lavoro. Bla bla bla…”. Visto che è l’ora del risveglio ascolto ad intermittenza quello che mi viene detto. Poi però il mio cervello si sveglia d’improvviso. “Ovviamente ci sono delle condizioni: non bisogna avere condanne penali, handicap e figli”. Ovviamente cosa?!?!?! Va bene per le condanne penali, anche se la cosa sembra riguardare solo i “piccoli” lavoratori dato che ad alti livelli non sembra essere un problema. Handicap: di che tipo, di che natura? Fisico? Sorvoliamo… Figli. “Lei capisce bene, non è per discriminare nessuno, ma è un lavoro a tempo pieno e da madre sarebbe impossibile conciliare…”. No, non capisco! Per fortuna, mi sfuggono queste logiche aziendali che mi obbligano da donna a sentirmi chiedere se ho un figlio, se sono incinta, se ho intenzione di avere un bambino a breve. Chiedetemi per quale motivo mi sono piegata sui libri per anni, cosa so realmente fare e cosa posso essere in grado di imparare. Ma non chiedetemi di scegliere tra la necessità di lavorare e l’avere un figlio. E’ semplicemente ingiusto oltre che veramente triste!

Mea culpa

10 maggio, 2008

L’ho completamente dimenticato! E dire che lo avevo segnato anche sulla mia bella Moleskine nera! Ho scritto per mesi di cittadinanza europea e lascio passare, senza una parola sull’UE, il 9 Maggio, la giornata dell’Europa. E’ anche vero che le fonti di informazione non mi hanno affatto aiutata a ricordare la ricorrenza ma per un’europeista convinta come me, è davvero imperdonabile! Pensando a questo post, nei giorni passati, mi ero riproposta di criticare il fatto che il 9 Maggio (in base al Trattato di Lisbona), insieme alla bandiera, all’inno e al motto dell’UE, sono riconosciuti come simboli di appartenenza solo da 16 Stati – Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Spagna, Italia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Austria, Portogallo, Romania, Slovenia e Repubblica slovacca. Mi ero ripromessa di uscirmene con uno dei miei bei sermoni sull’integrazione europea, sull’importanza di sentirsi parte dello stesso progetto. Vabbè, sarà per il prossimo anno…nel frattempo, continuo a fustigarmi in separata sede!