Offerte di lavoro

12 maggio, 2008

Squilla il telefono. “Pronto?”. “Buongiorno, chiamo per informarla di una interessantissima offerta di lavoro. Bla bla bla…”. Visto che è l’ora del risveglio ascolto ad intermittenza quello che mi viene detto. Poi però il mio cervello si sveglia d’improvviso. “Ovviamente ci sono delle condizioni: non bisogna avere condanne penali, handicap e figli”. Ovviamente cosa?!?!?! Va bene per le condanne penali, anche se la cosa sembra riguardare solo i “piccoli” lavoratori dato che ad alti livelli non sembra essere un problema. Handicap: di che tipo, di che natura? Fisico? Sorvoliamo… Figli. “Lei capisce bene, non è per discriminare nessuno, ma è un lavoro a tempo pieno e da madre sarebbe impossibile conciliare…”. No, non capisco! Per fortuna, mi sfuggono queste logiche aziendali che mi obbligano da donna a sentirmi chiedere se ho un figlio, se sono incinta, se ho intenzione di avere un bambino a breve. Chiedetemi per quale motivo mi sono piegata sui libri per anni, cosa so realmente fare e cosa posso essere in grado di imparare. Ma non chiedetemi di scegliere tra la necessità di lavorare e l’avere un figlio. E’ semplicemente ingiusto oltre che veramente triste!

4 Responses to “Offerte di lavoro”

  1. terronista Says:

    Che poi chi ha un handicap o un’invalidità ha comunque più possibilità di essere assunto (certo, dipende anche dal tipo di lavoro che si deve svolgere) e l’azienda ha qualche incentivo ad assumere tali lavoratori.

  2. soleluna Says:

    Per quanto riguarda il settore privato ammetto una certa ignoranza. So però che nel settore pubblico una delle condizioni per l’accesso è quella della”idoneità fisica all’impiego”(art.2 D.P.R. 487/1994). Con tutti i dubbi che una definizione così nebulosa può creare…

  3. MaD Says:

    Dipende tutto dal tipo di lavoro da svolgere. Ci sono mansioni che, ovviamente, sono precluse a chi non é abile in determinati movimenti, per esempio. Tuttavia esistono pure le c.d. categorie protette e per deterimnati tipi di impiego, la legge prevede che un tot posti siano riservati ai diversamente abili (bella questa definizione: l’ipocrisia fatta a forma di burocrazia). Esistono pure gli incentivi. Quello che mi fa allibire é la discriminante maternità: la maternità non può e non deve assolutamente costituire una discriminante sul posto di lavoro. E, non sono sicuro, ma la legge credo che vieti una simile discriminazione. Tanto più che esistono tutte le forme di tutela: il mantenimento del posto, il diritto alla maternità, ecc. ecc. Insomma, tanto per cambiare, vuoi un lavoro? Scordati le garanzie. Ma che schifo…

  4. snapshot83 Says:

    Le discriminazioni non sono mai troppe.. lo dico sempre io…


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