Una turista indigena

17 agosto, 2008

Come guida turistica ammetto di essere proprio una schifezza. Non so le date di costruzione dei principali palazzi e monumenti di Catania, mi sfugge la storia di alcune delle maggiori “attrazioni turistiche”, ammetto che mi è pure capitato di perdermi…eppure, adoro portare in giro per i luoghi che mi appartengono dalla nascita chi mi viene a trovare per qualche giorno. Le ultime ore trascorse da indigena sprovveduta sono state una fonte inaspettata di sensazioni.

Mi sono resa conto di quanti angoli non conosco della mia città pur trovandomi a passare da lì quasi quotidianamente*. Di quanto le cose più banali, come dei panni stesi al sole e al vento, possano accendere curiosità ed interesse. Di come i gusti e gli odori di ogni giorno non siano affatto scontati.  Mi sono trovata a domandarmi perchè Ferragosto si chiama proprio così (e continuo ancora a domandarmelo visto che non ho trovato risposta!). Ho scoperto che la parola ammarronatore è impossibile da pronunciare. Ora che ci penso, paradossalmente,  è probabile che abbia imparato più io di quello che mi circonda che la mia ospite…

* A proposito, sfido i lettori catanesi a capire dove è stata scattata la foto che ho inserito in questo post…

6 Responses to “Una turista indigena”


  1. Dai TROPPO facile: è Via Penninello ripresa da via Crociferi. Come ogni catanese ben sa infatti via Penninello è una strada senza sbocco… E c’è una scala che la collega a Via Crociferi, all’altezza di Villa Cerami :-)

    Quanto a conoscere la città anche io (nonostante il nome del mio blog) scopro quotidianamente delle immense lacune…Ma sto imparando alcuni “trucchi”. Ad esempio ho scoperto che per iniziare un buon tour della città il luogo ideale è Piazza Università: ogni lampione raffigura una leggenda catanese diversa. Sono stati realizzati da Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco agli inizi del Novecento: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta.
    Riporto da wikipedia

    Una delle leggende di Colapesce narra che egli era un giovane (Nicola il pesce) che poteva stare sott’acqua per molto tempo; non appena Federico II ne venne a conoscenza, lo sfidò a recuperare una coppa d’oro. Colapesce lo fece ed ottenne in premio la coppa. Il Re, allora, gli chiese di vedere cosa c’era sotto la Sicilia. Riemerso, Colapesce informò il Re del fatto che la Sicilia poggiava su tre colonne e che una di esse era consumata dal fuoco. Federico II gli chiese di portargli il fuoco ma Colapesce, tuffatosi nuovamente in mare, non riemerse mai più. Secondo la leggenda è ancora in fondo al mare e continua a reggere la colonna che stava per crollare.
    I fratelli Pii (Anfinomo ed Anapia) cercarono di salvare gli anziani genitori portandoli sulle proprie spalle durante un’eruzione dell’Etna; mentre stavano per essere travolti il fiume di lava si divise per volere degli dei e tutti si salvarono.
    Gammazita era un giovane virtuosa; di lei si invaghì un soldato francese, che fu rifiutato; un giorno Gammazita, recatasi da sola ad un pozzo, venne raggiunta dall’innamorato e, per non cedere alle sue richieste, si uccise gettandosi dentro la cavità.
    Uzeta è protagonista di una leggenda inventata agli inizi del Novecento: questo ragazzo di umili origini diventò cavaliere per la sua bravura e riuscì a sconfiggere gli Ursini, giganti saraceni che avrebbero dato il nome al Castello.

  2. Gaetano Says:

    Confermo, via penninello, scattata da via crociferi.
    Comunque conoscere la propria città è importante. La sensazione di doversi improvvisare guida turistica ma accorgersi di sapere veramente poco non è bella…

  3. Serverless Says:

    @Leandro
    Sulla leggenda Noemi si era documentata ben bene, ce l’ha raccontata con noi a pendere dalle sue labbra.

    @Gaetano
    A volte si da per scontato il posto in cui si vive, ma improvvisarsi guida turistica per un amico straniero è una buona occasione per recuperare ;)

  4. soleluna Says:

    @Serverless
    Grazie, non avrei saputo “difendermi” meglio… ;)

  5. Mushin Says:

    Ecco non so come si chiama la via ma l’avevo individuata. Io mi sto quasi smarronando a ripetere le storie ogni settimana ad amici varii del continente…

  6. snapshot83 Says:

    è la via Penninello, ci sn passato ieri scendendo da via crociferi per le scale…
    Grande post, e per chi conosce Ct non difficile da rintracciare il luogo fotografato :-D


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