Chiamatemi stagista

23 settembre, 2008

Da Ottobre si comincia, forse. Chi mi cerca potrà trovarmi alla Prefettura di Catania…Qualche pessimista (o forse realista, chissà!) mi ha preannunciato dei mesi intensi a fotocopiare documenti e a portare caffè (o addirittura a fotocopiare un caffè!). Io comunque mi godo il mio momento di serenità mentale. E’ da ieri infatti, da quando mi hanno detto di “mettere una firmetta lì” (assicurandomi che non si trattava di una cambiale!), che sono riuscita a tranquillizzarmi un po’. Mi sono resa conto di due cose: innanzitutto il mio cervello ed il mio corpo hanno ripreso finalmente a muoversi insieme. Non so se è il primo che ha rallentato o il secondo che ha ripreso a mettersi in movimento, ma l’importante è aver ritrovato un, seppur instabile, equilibrio. Seconda cosa, mi sono accorta di aver vissuto in questi giorni in una sorta di inconsapevole ed egoista cecità nei confronti del mondo esterno. Spiego meglio. Ho seguito le polemiche dei piloti Alitalia che stressatissimi non assicurano di portare i passeggeri sani e salvi a destinazione. Ho potuto constatare il degrado che si sta impossessando sempre con maggiore forza della mia città. Ho assistito alla nuova politica cinese di riduzione della popolazione tramite il latte alla melamina. Non ho capito se gli ostaggi in Egitto li hanno liberati o no.  Eppure, nonostante i telegiornali ascoltati e i giornali letti, mi è scivolato tutto addosso, come se i miei pensieri personali non riuscissero a lasciare un angolino ai “problemi più grandi di me” . Ho vissuto una temporanea fase di individualismo. E mi sa che ci voleva proprio!

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Da grande

15 settembre, 2008

Sarà stata la prima giornata “autunnale” di ieri. Sarà stata l’immagine della gente che sotto la pioggia portava via sdraio e ombrelloni dai lidi, archiviando ufficialmente l’estate. Sarà che vedo tutti (o quasi) quelli che conosco ritornare alle attività abitudinarie, chi studia, chi lavora. Sarà che in realta covo questa sensazione da “e ‘mo che faccio” da un po’ di tempo.

Quando ero al liceo, alla domanda “Cosa farai da grande?” non avevo il minimo dubbio. La giornalista, rispondevo, l’inviata speciale. Poi chissà come e perchè questa mia certezza si è disciolta, senza traumi e senza apparenti ragioni concrete, nello scorrere degli anni. Adesso mi si chiede solo “Cosa farai adesso?”. E chissà perchè non riesco a dare una risposta chiara. Non saprei, un master (quale?!?!), uno stage (dove?!?!)…nell’attesa di un lavoro (…). Il tempo della domanda è sempre al futuro ma sento che si tratta di un futuro talmente vicino da confondersi con il presente. In realtà sento che ciò che mi disorienta è la mancanza di quella parolina magica da grande, all’apparenza insignificante, ma che evidentemente racchiudeva in se’ una certezza inaspettata. Quel sogno era per me un’ancora di salvezza. Una base solida, seppur appartenente solo al mondo di Morfeo. La mia coperta di Linus, insomma. E ora che il freddo si avvicina, mi manca proprio quella coperta…

Adesso basta!*

10 settembre, 2008

T: “Ma perchè?”

N: “Perchè?!?! Perchè non ti sopporto più! Anzi, sai che ti dico, non ti ho mai sopportato!”

T: “Allora perchè mi hai illuso che poteva funzionare tra me e te? Hai solo giocato, con me!”

N: “Vuoi che ti dica tutta la verità? Quando abbiamo cominciato la nostra relazione, io non ero molto convinta, ma poi gli altri…”

T: “Gli altri?!?! Quali altri?”

N: “Si, gli altri, i nostri amici. Gli stessi che ti raccontano i fatti loro con aggiornameti minuto per minuto. All’inizio ammetto di essermi persino divertita un po’ quando mi raccontavi di chi stava uscendo o stava studiando, di chi aveva avuto una giornata “no” e di chi invece si era ammalato”

T: “E quindi cosa non ha funzionato? Mi hai detto che ti sei pure divertita con me!

Ooooops, aspetta un attimo: tratrtd sta scegliendo cosa mettere per andare a lavoro. Aiutooooooo!!!. Scusami cara, dicevi?”

N: “Niente, lascia stare, sei troppo impegnato per darmi retta. La realtà è che hai sempre orecchie per gli altri e mai tempo per me!”

T: “Come fai a parlare così? Ti ho sempre offerto la possibilità di confidarti con me ma non hai mai voluto!”

N: “Forse è vero, ma io non ci riesco proprio a confidarmi con te, mi capisci? Ci ho provato, hanno cercato di convincermi, ma non c’è dove andare. Mi dispiace…fa male anche a me questo addio. In fondo, mi ero affezionata a te”

T: “Allora è proprio un addio questo! Se è così, ti auguro buona fortuna per tutto!”

N: “Buona fortuna anche a te, Tweety!”

– I due si allontanano. La loro avventura, breve ma intensa, finisce qui. In sottofondo, solo il rumore del mare di Settembre e di una voce sottile : “frhuo @tratrtd cerca di vestirti in maniera comoda ma sempre con stile! Buon lavoro e buona giornata!” – 

*Storia di un amore mai nato.

Protagonisti: Noemi (N) e Twitter (T)

Non è ancora finita!

6 settembre, 2008

Dove sono i titoloni sui giornali? E le “maratone” televisive? Che fine ha fatto il tifo per la nazionale azzurra? E le meravigliose immagini di quei cinesi con le bandierine tra le mani che preparano il grande evento? E dire che la “festa” olimpica non è ancora terminata. Oggi si aprono le Paralimpiadi. Ma dove sono finite tutte le luci accese su Pechino?!?! Eppure la fiaccola arde ancora…