Guardare oltre

25 ottobre, 2008

Ho volutamente atteso che passasse almeno una settimana dall’inizio del mio stage alla prefettura, presso l’ufficio immigrazione, prima di esprimere un qualsiasi commento. Così, pur sacrificando in parte la spontaneità dello scrivere, ho potuto osservare in modo chiaro l’esperienza che sto vivendo. Se avessi scritto qualcosa il primo giorno, magari avrei finito con l’intitolare il post come “L’usciera” dando sfogo alla mia “delusione” nello scoprire che le mie prime sei ore di lavoro si erano ridotte ad aprire la porta, al fare qualche fotocopia e ad archiviare faldoni su faldoni. Sarebbe stato quello un post spontaneo e di sfogo, ma con una realtà solo parziale. A cinque giorni di distanza posso dire che aprendo quella porta, fotocopiando documenti ed archiviando pratiche, non solo ho iniziato a capire il tortuoso iter burocratico delle amministrazioni pubbliche ma soprattutto ho avuto la possibilità di riflettere. In questa prima settimana ho incrociato lo sguardo di madri commosse mentre firmavano le pratiche per il ricongiungimento con i piccoli figli, ho visto gli occhi di giovani pieni di speranze, ho notato lo sguardo interrogativo di chi in italiano sa dire solo “permesso di soggiorno” e lo ripete come una parola magica in grado di aprire tutte le porte, ho cercato di decifrare calligrafie e fotocopie troppo scure, ho scandito scadenze ed indirizzi per esser certa di essere capita. Ho visssuto insomma, seppur indirettamente ed in maniera parziale, cosa vuol dire essere starniero in una terra spesso troppo distante dalle proprie radici. E non mi sembra affatto una cosa da poco.

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Così un giorno potrò dire che ho partecipato anche io al primo contest lanciato da Bloglist.it insieme ad Edizioni XII. L’iniziativa è quanto mai allettante. I premi messi in palio sono un MoleXIIne, una copia dei “Corti – Prima stagione” e un libro a scelta del fortunato vincitore fra quelli in catalogo XII.

Perchè ho deciso di buttarmi nella mischia? Per due ragioni: un motivo nobile, quale la mia passione storica per la lettura, e un motivo di puro appagamento personale, nella speranza di vincere qualcosa nella vita (dato che con il Super Enalotto non mi sembra di avere speranze concrete!).

Per chi volesse, le iscrizioni si chiudono il 26 Ottobre e le istruzioni le potete trovare qui

Buona fortuna a tutti, ma soprattutto a me!

Google-folie!*

5 ottobre, 2008

Che la tematica terrone scatenasse un tale clamore non me lo sarei mai aspettato. Ed è un interesse che spazia dalla politica – federalismo e paura dei terroni -, all’antropologia – le terrone sono belle? e prototipo terrone, dalla meccanica, con la famosissima alfa terrone (ma non era Alfa sud?), alla filosofia – pensiero terrone – ed al patriottismo con un sentito viva i terroni. La ricerca effettuata su questo tema che però merita una riflessione più approfondita è: dove vengono maltrattati i terroni?. A questo punto mi sono immaginata due possibili scenari. Nel primo la domanda è posta da un terrone doc che, dovendo abbandonare il suo soleggiato Meridione, vuole essere sicuro che nel profondo Nord nel quale sta per recarsi non ci siano campi di lavoro forzato o “trattamenti speciali” riservati ai terroni. Nel secondo possibile scenario, si potrebbe trattare invece di qualcuno che, desideroso di emozioni forti e per evitare la monotonia delle solite vacanze in un villaggio turistico, è alla ricerca di un centro divertimenti nel quale il terrone sia usato come sadica attrazione principale. In entrambe le opzioni, per rassicurare nel primo caso e per deludere nel secondo, escluderei che esistano dei posti privilegiati e specifici nei quali i terroni vengono maltrattati! (Non esistono, VERO?!?!?!?!?)

Al secondo posto dei temi più ricercati ci sono una serie di fantasie maschili sull’universo femminile. C’è chi, per onorare il detto, cerca donne barba,  chi ha strane voglie e tenta di soddisfarle come può e c’è chi disperatamente vuole trovare la sua ladyblond (?!?!). In questa categoria però, il vincitore è senza dubbio: fiche troglodite. A questo punto avrei bisogno del conforto di una mente maschile. E’ possibile che qualcuno abbia come fantasia perversa un bel donnino preistorico?

Al terzo posto in classifica si piazzano i più riflessivi, con il romantico – parole per il giorno che parlano d’amore -, il confuso – non so da grande – e l’irrequieto – nullafacenza odio.

Fuori gara ma comunque degne di nota per avermi fatto capire quanto questo blog parli di tutto e di niente: annotare le pendenze di un green, canzoncine comuniste e piastra per capelli bagaglio a mano.

In fondo in fondo è anche un blog di servizio questo, o no?!

* Ovvero: le parole chiave più stravaganti usate per approdare qui!

Medaglia di legno

2 ottobre, 2008

Ora capisco cosa si prova quando non si riesce a salire sul podio. E’ esattamente come quando all’università, dopo un esame, il professore ti guarda: “Signorina, le va bene un 29”?*. E sì che mi va bene ma rosico un attimino. Ti volti indietro e ti accorgi di aver superato un bel 28 tondo tondo ma davanti a te si trova un bel 30 pieno. Sai che con uno sforzetto in più, tuo o del prof.**, lo avresti potuto raggiungere e invece ti sei fermato esattamente un passo prima del gradino più alto del podio. Qualche minuto fa ho rivissuto esattamente la stessa sensazione. Da settimane aspettavo il risultato del colloquio per il Servizio Civile. Improvvisamente eccola apparire. Comincio a “sbillicare” i nomi in graduatoria: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. Ok, non mi hanno presa. Pazienza. Ma non posso ritrovarmi il mio nome al numero 9! Questa è crudeltà! 0,50 punti di differenza rispetto all’ultimo selezionato. Va bene, non era l’aspirazione della mia vita anche se ammetto che mi sarebbe piaciuto. Ma quanto rosico! Per il momento non potrò avere una bella foto mentre mordicchio una medaglia (poi perchè faranno a tutti ‘ste foto mentre addentano le loro belle medaglie sbrilluccichevoli?!?!). Come si dice in questi casi? Si chiude una porta e si apre un portone? Ma quando quella porta ti si chiude davanti perchè non hai fatto un passetto in più, eccome se ti rode!

*Il mio primo esame universitario!

** Come sono diplomatica!