C’ero anche io

5 febbraio, 2010

E’ da un po’ di tempo che mi basta un nulla per piangere o per ridere. Un’immagine, una canzone, un pensiero passeggero. Poco fa, tristemente a lavoro come in molti giorni di festa ultimamente, mi sono ritrovata a sorridere senza una ragione apparente. Immersa nel solito via vai di gente che parte e che arriva, è bastato girarmi un attimo, vedere in lontananza i fuochi per la festa di Sant’Agata, per ritrovarmi a sorridere serena. Così, immotivatamente. In un attimo mi sono rivista esattamente 365 giorni fa davanti al mio fedele computer, in compagnia della mia amica di avventure romane, a cercare di spiegarle gli strani riti legati alla festa. Piangendo di nostalgia per la mia caotica e meravigliosa città vestita a festa per l’occasione.

Oggi, invece, a pochi chilometri di distanza dal cuore dei festeggiamenti, mi è parso quasi di sentire le voci dei catanesi, di ascoltarne le urla, di appartenere a quelle voci e a quelle urla anche se di nuovo da “lontano”. All’improvviso, tutte le persone attorno a me, con le loro grandi e piccole valige colorate, sono scomparse. E ho sorriso. Quei fuochi sembravano illuminare il cielo di Catania solo per me. E questa volta ho avuto quasi la sensazione di essere vicino alle persone che conosco e che di sicuro saranno state lì. Stasera c’ero anche io sotto le stesse luci colorate e rumorose…anche se solo con un pensiero.

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