Mancanze

12 aprile, 2010

Difficile ammettere la tristezza, per me che da giorni fingo di non vedere l’ora di finire! Difficile accettare il fatto che mi mancherà l’esperienza che ho (faticosamente!) vissuto per sei mesi. Difficile rendermi conto che mi mancherà qualcosa da domani…
Mi mancheranno le risate e le lacrime, gli occhi gonfi di sonno alle 5 del mattino, i caffè, i passeggeri molesti, la divisa, le interminabili ore di varco, il badge con una foto con i capelli lunghi che non mi rappresenta quasi più, il mio succhino acido, le procedure, le urla (Max e Isa, riceverete presto la fattura del mio otorino!), Tom e Gerry, la luce desk, le telefonate ad Alba Informatica, il foglio turni che sembra un campo di battaglia, Outlook, i fotomontaggi, le manine che cercano di sfondare “la doccia”, le riviste piene di ricette, lo sgabuzzino/salada pranzo/spogliatoio/sala trucco/dispensa/guardaroba, i mille e un post-it attaccati al desk, i cazziatoni, gli accrediti, la penna “only sala vip sac”, le festività a mangiare insalata, gli abbracci e i sorrisi sinceri…

Sentirò la vostra mancanza, insomma…
Grazie per questi mesi trascorsi insieme e buon proseguimento a chi rimane!

Il varco

30 ottobre, 2009

– “Signorina, scusi, non è che mio marito potrebbe accompagnarmi oltre i controlli di sicurezza”?

– “No, mi dispiace, ma è necessaria la carta d’imbarco per passare in area partenze”

– “…”

– “Mi dispiace”

– “Amore, non puoi passare dall’altra parte…ma tra qualche mese sarò di nuovo qui…”

Una giornata qualsiasi di partenze e di arrivi, di saluti carichi di sorrisi, di gesti fatti per dirsi “Fai uno squillo quando atterri!”…

Gli occhi di lui che contano già i minuti prima del suo ritorno, quegli occhi che cercano invano di nascondere le lacrime…con l’alba alle spalle che gli ricorda che è tempo di salutare…

La capitale

21 gennaio, 2009

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E’ lo stupore per ogni angolo illuminato  da un tramonto. E’ la sveglia alle 7 di mattina. E’ una camicia che non ne vuole sapere di stirarsi.  E’ un autobus che sembra non passare mai. E’ uno spritz. E’ un film alla tv visto con una persona che hai appena conosciuto ma ti sembra di conoscere da una vita. E’ il “tu” a persone più grandi (e “importanti”) di me. E’ sapere le notizie un attimo prima che le sappiano tutti gli altri. E’ un caffè al volo. E’ la soddisfazione di aprire la lavatrice e scoprire che è ancora tutto del colore originario. E’ il dilemma su come si scelgono le uova. E’ un badge con una foto imbarazzante. E’ una webcam. E’ perdersi tra i piani della Farnesina. E’ sentirsi Gianni e Pinotto.E’ sentire quanto forte possa essere la mia cadenza sicula e andarne fiera.

Ecco, è questa la mia vita a Roma.

Esperienza archiviata

20 giugno, 2008

Il tempo dell’ultimo “in bocca al lupo” dall’amica di sempre e si entra al Palalottomatica. Tutta la stanchezza, risultato di una sveglia troppo repentina*, passa come per magia non appena si aprono i cancelli. Ci si ferma una, due, tre volte. Poi finalmente si varca la soglia. Poco tempo per scorrere rapidamente a mente tutte le lettere dell’alfabeto per cercare di capire in quale elenco si trova il mio nome. Documento presentato, firma apposta. In mano due codici a barre**, un foglio e una penna. Una cartellina nera su cui appoggiarsi per scrivere. Un’ora per leggere e rileggere le istruzioni***. Un’occhiata agli spalti di fronte per ammazzare il tempo facendo due calcoli: “No, non saremo più di mille qui dentro, altro che 5000!”. Tre donne sedute tra i banchi al centro del palezzetto con un bel pancione che non avrebbe permesso loro di sedere insieme a noi. Le buste, le 100 domande****. Un foglio per rispondere: “Occhio, a non uscire dai margini con quel pallino nero, mi raccomando!”. Ragionamenti, azzardi, tentennamenti, dubbi, incertezze. Tempo scaduto, “Liberi tutti, sotto a chi tocca!”. Un veloce saluto con la vicina di posto “In bocca al lupo” “Crepi! In bocca al lupo anche a te!”*****. L’amica di sempre che si avvicina per chiedere “Come è andata?”. La risposta, alla prossima puntata (ovvero il 30/06!)…

* 5.30 del mattino, tutti giù dalla branda!

** “E ora che ci faccio co ‘sti cosi?”

***”Ah, ecco che ci faccio con i codici a barre!”

**** E’ tutto più difficile quando sai che la risposta giusta non è sempre la A!

***** In realtà, se avesse potuto, mi avrebbe detto “Spero che il lupo ti sbrani!Una concorrente in meno!”