Evviva…

31 dicembre, 2009

…oggi finisce ‘sto benedetto 2009!!! Per colpa della mia formazione da illuminista radicale non riesco ad accettarlo, eppure il “Guru delll’oroscopo”, Paolo Fox, qualche avvertimento me lo aveva lanciato!

Credo in vita mia di non aver mai davvero fatto un bilancio alla fine di un anno ma questa volta, è necessario, è quasi un obbligo verso me stessa. E’ il mio modo per uscire da un vortice nel quale mi sono ritrovata senza avere la forza o il coraggio di tirarmene fuori.

Sono stati mesi faticosi. Di cadute rovinose che hanno lasciato profonde cicatrici. Di lacrime inconsolabili. Di immobilismo e incapacità di agire. Di delusioni. Di perdite. Di dubbi ed incertezze. Di bassi più che di alti. Di ostacoli talmente impervi da richiedere sforzi titanici per essere superati. Di continue messe in discussione di quello che ero, di quello che sono e di quello che vorrei essere. Di rivoluzioni così radicali da capire che è più facile, per quanto 1000 volte più faticoso, abbattere e ricostruire piuttosto che cercare di riparare, alla meno peggio, i danni.

Nel 2010 mi auguro mesi profondamente diversi. Di riuscire finalmente a guardare quelle cicatrici sorridendo per il dolore ormai passato. Di asciugare quelle lacrime. Di ritrovarmi attiva e vitale. Di continuare a credere nella forza  delle illusioni. Di ritrovare ciò che ho perso. Di ottenere certezze. Di alti più che di bassi. Di voltarmi e complimentarmi con me stessa per aver superato ostacoli impervi. Di mettermi in discussione senza criticare troppo quello che ero, quello che sono e quello che vorrei essere. Di entusiasmarmi per la ricostruzione che sono riuscita a portare a termine.

Insomma, non mi macherà proprio per niente questo 2009! Stasera brinderò, più che al nuovo anno, alla fine di quello vecchio…

Buon 2010 a me e a tutti voi!

Stupida felicità

12 novembre, 2009

“Ogni persona intelligente sa che la vita è bella e che lo scopo della nostra esistenza è essere felici. Ma alla fine solo gli stupidi trovano la felicità. Come possiamo spiegarcelo?”

 

Orhan Pamuk, Il museo dell’innocenza, Einaudi, pag. 115

Il varco

30 ottobre, 2009

– “Signorina, scusi, non è che mio marito potrebbe accompagnarmi oltre i controlli di sicurezza”?

– “No, mi dispiace, ma è necessaria la carta d’imbarco per passare in area partenze”

– “…”

– “Mi dispiace”

– “Amore, non puoi passare dall’altra parte…ma tra qualche mese sarò di nuovo qui…”

Una giornata qualsiasi di partenze e di arrivi, di saluti carichi di sorrisi, di gesti fatti per dirsi “Fai uno squillo quando atterri!”…

Gli occhi di lui che contano già i minuti prima del suo ritorno, quegli occhi che cercano invano di nascondere le lacrime…con l’alba alle spalle che gli ricorda che è tempo di salutare…

Il palliativo

29 settembre, 2009

Capita a volte che, in attesa di una cura, se non risolutiva almeno utile, ci si accontenti di un blando palliativo. E’ in questo modo che almeno per un po’ i sintomi si placano, si raggiunge un livello di benessere tale da dimenticare che non si è trovata una soluzione, si è solo tappato alla meno peggio un buco.  Si può stare bene per giorni e giorni senza pensare a quanto sia in realtà precaria quella sensazione di sollievo.

Poi magari un pensiero di passaggio o una mezza frase detta di sfuggita annullano tutti i benefici. E in quel momento vorresti solo trovare una cura, la cura. Ma più la cerchi e più desideri in realtà tornare alle sicurezze instabili che solo quei palliativi riescono a darti. E, sentendo quel sollievo percorrere di nuovo il tuo corpo, finisci con il ripeterti: c’è tempo, per trovare la cura, c’è tempo…

Domenica

13 settembre, 2009

Sono sicura che prima o poi mi pentirò di quello che sto per dire. Immagino già le facce poco convinte, nel leggere le mie parole, di chi lavora tutta una settimana e desidera solo che i giorni passino per arrivare alla Domenica e oziare a letto per ore, magari sorseggiando con calma un bel caffè.

Eppure in questo periodo la Domenica mi sembra il giorno meno desiderabile della settimana. E’ il giorno in cui tutto tace. Inutile aprire la mail, accendere il telefonino. Nessuno scrive la Domenica, nessuno telefona. E quando aspetti delle risposte che magari non ti cambieranno il futuro ma sai che potrebbero in parte migliorare il presente, altro che voglia di oziare a letto e bere un caffè con calma.

La sensazione è un po’ quella che avevo a fine estate ai tempi della scuola. Tre mesi di vacanza erano il tempo perfetto per riprendersi dalle fatiche scolastiche eppure già dai primi giorni di Settembre, in fondo, desideravo di rientrare in aula. (Pentendomene amaramente già un paio di settimane dopo, non desiderando altro che le vacanze di Natale!).

Ecco perchè mi accorgo a volte di spingere le ore accelerando l’arrivo del Lunedì. Poi magari continuano a non scrivere e a non telefonare ma almeno ho l’impressione di avere davanti ancora 4-5 giorni per sperare che arrivino le risposte tanto attese.

La pazienza sarà pure la virtù dei forti, ma ha anche un limite, no?!?!?!?!

La modestia

10 settembre, 2009

Camillo Benso di Cavour, Bettino Ricasoli, Urbano Rattazzi, Luigi Carlo Farini, Marco Minghetti, Alfonso Ferrero della Marmora, Bettino Ricasoli, Federico Luigi di Menabrea, Giovanni Lanza, Marco Minghetti, Agostino Depretis, Benedetto Cairoli, Francesco Crispi, Antonio Starrabba di Rudinì, Luigi Pelloux, Giuseppe Saracco, Giuseppe Zanardelli, Giovanni Giolitti, Tommaso tittoni, Alessandro Fortis, Sydney Sonnino, Luigi Luzzatti, Antonio Salandra, Paolo Boselli, Vittorio Emanuele Orlando, Francesco Saverio Nitti,Ivanoe Bonomi, Luigi Facta, Benito Mussolini, Pietro Badoglio, Ferruccio Parri, Alcide De Gasperi, Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Antonio Segni, Fernando Tambroni, Giovanni Leone, Aldo Moro, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Spadolini, Bettino Craxi, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giuliano Amato, Carlo Azeglio Ciampi, Lamberto Dini, Romano Prodi, Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi.

Aggiungo altro o basta così?!?!?

Women in white!

9 settembre, 2009

Ci sono gesti che non pretendono di cambiare il mondo o la realtà che ci circonda. Eppure non per questo sono classificabili come inutili o superflui. E’ come quando si vedevano sventolare dai balconi le bandiere multicolore della Pace, bagnate dalla pioggia o scolorite dal troppo sole. Non sono servite certamente a fermare guerre sanguinose ed estenuanti, ma significavano e continuano a significare che c’è chi crede ancora nella possibilità, seppur remota o utopica, che possa esistere un mondo senza guerra.

Allo stesso modo, da donna, mi piacerebbe credere che il mio vestirmi di bianco, oggi e domani, possa realmente fermare la violenza atavica che si perpetua da sempre su altre donne. Purtroppo so che non servirà a molto. So che in molte, troppe case continueranno a sentirsi delle urla. So che nei nostri ospedali, quei lividi e quei graffi, che sono la firma di una forza animalesca incontrollata, saranno ancora catalogati come “cadute accidentali”. So che tante giovani come me rientrando la sera dopo una serata a divertirsi con gli amici, sentiranno addosso la paura per la presenza tra le ombre di qualcuno e so che come me percepiranno l’ingiustizia di non essere realmente libere.

Lo so perfettamente eppure per due giorni anche io voglio poter credere che un gesto possa diventare un messaggio. Magari non un cambiamento, ma una speranza.