C’ero anche io

5 febbraio, 2010

E’ da un po’ di tempo che mi basta un nulla per piangere o per ridere. Un’immagine, una canzone, un pensiero passeggero. Poco fa, tristemente a lavoro come in molti giorni di festa ultimamente, mi sono ritrovata a sorridere senza una ragione apparente. Immersa nel solito via vai di gente che parte e che arriva, è bastato girarmi un attimo, vedere in lontananza i fuochi per la festa di Sant’Agata, per ritrovarmi a sorridere serena. Così, immotivatamente. In un attimo mi sono rivista esattamente 365 giorni fa davanti al mio fedele computer, in compagnia della mia amica di avventure romane, a cercare di spiegarle gli strani riti legati alla festa. Piangendo di nostalgia per la mia caotica e meravigliosa città vestita a festa per l’occasione.

Oggi, invece, a pochi chilometri di distanza dal cuore dei festeggiamenti, mi è parso quasi di sentire le voci dei catanesi, di ascoltarne le urla, di appartenere a quelle voci e a quelle urla anche se di nuovo da “lontano”. All’improvviso, tutte le persone attorno a me, con le loro grandi e piccole valige colorate, sono scomparse. E ho sorriso. Quei fuochi sembravano illuminare il cielo di Catania solo per me. E questa volta ho avuto quasi la sensazione di essere vicino alle persone che conosco e che di sicuro saranno state lì. Stasera c’ero anche io sotto le stesse luci colorate e rumorose…anche se solo con un pensiero.

Una turista indigena

17 agosto, 2008

Come guida turistica ammetto di essere proprio una schifezza. Non so le date di costruzione dei principali palazzi e monumenti di Catania, mi sfugge la storia di alcune delle maggiori “attrazioni turistiche”, ammetto che mi è pure capitato di perdermi…eppure, adoro portare in giro per i luoghi che mi appartengono dalla nascita chi mi viene a trovare per qualche giorno. Le ultime ore trascorse da indigena sprovveduta sono state una fonte inaspettata di sensazioni.

Mi sono resa conto di quanti angoli non conosco della mia città pur trovandomi a passare da lì quasi quotidianamente*. Di quanto le cose più banali, come dei panni stesi al sole e al vento, possano accendere curiosità ed interesse. Di come i gusti e gli odori di ogni giorno non siano affatto scontati.  Mi sono trovata a domandarmi perchè Ferragosto si chiama proprio così (e continuo ancora a domandarmelo visto che non ho trovato risposta!). Ho scoperto che la parola ammarronatore è impossibile da pronunciare. Ora che ci penso, paradossalmente,  è probabile che abbia imparato più io di quello che mi circonda che la mia ospite…

* A proposito, sfido i lettori catanesi a capire dove è stata scattata la foto che ho inserito in questo post…

Ieri una tipica serata caldo-umida catanese di fine giugno ha fatto da scenografia al tanto atteso incontro mangiareccio tra blogger. Data l’importanza dell’evento, qualche annotazione è d’obbligo:

1. ho rivisto con piacere alcune facce conosciute e ne ho incrociate di altre nuove;

2. ho parlato praticamente pochissimo del mondo dei blog, e ho invece imparato tante nuove cose, grazie ad interlocutori appassionati, su mondi che conoscevo solo per sentito dire;

3. ho capito che la metamorfosi da blogger non si è ancora pienamente compiuta quando mi sono accorta di rivolgermi agli altri commensali con la seconda persona plurale piuttosto che con la prima;

4. ho potuto empiricamente constatare come la caponata e le melanzane fritte siano saldamente in vetta nell’indice di gradimento. Faggiolini e verdurine lesse si piazzano invece all’ultimo posto;

5. ho avuto conferma di come per timidezza, anche solo due frasi, possano sembrare, a volte, un traguardo comunicativo inaspettato;

6. ho assistito ad un fuoco incrociato nei confronti di una povera ragazza che si è vista circondata da tre balordi, in arte Serverless, Mushin e Terronista. Non ho ancora capito se si sia trattato di pubblicità aggressiva o di un maldestro tentativo di attracco. Comunque, missione fallita in entrambi i casi, temo.

Che dire, allora, alla prossima mangiata!

* Avevo pensato come titolo a “La lunga notte dei blogger”, che sarebbe stato azzeccato se improvvisamente, non ci fosse stata una rapida diaspora che ha fatto concludere la serata forse troppo presto. Diciamo che è stata una serata breve ma intensa…

Anche i blogger mangiano

11 giugno, 2008

Ebbene si! Altro che esseri asociali ed alienati. Recenti ricerche hanno mostrato come i blogger catanesi (e non) amino riunirsi di tanto in tanto a sbafare e a trincare spudoratamente. Se volete osservare il comportamento di questa razza tutt’altro che in estinzione, voci insistenti affermano che si incontreranno di nuovo giorno 27 Giugno. Anche chi non ha un blog può partecipare, ovviamente. Per esperienza personale, niente paura. Sembrano voraci, ma non attaccano i non-blogger, soprattutto perchè tendono ad accanirsi su cibo ed alcol.

Una vittoria al buio

18 maggio, 2008

O meglio, un pareggio al buio. Tanto è bastato al Catania per restare in serie A. Mi correggo: tanto è bastato alla squadra del Catania per restare in serie A. Perchè purtroppo, la città che tanto amo, continua invece a sprofondare verso la serie D. Ammetto che nonostante il mio bassissimo interesse per il calcio, oggi pomeriggio ho sperato che alla fine il Catania si salvasse. Ma quanto sarei più contenta se la luce (e non è una metafora) tornasse ad illuminare le strade barocche del centro! Dopo il fischio finale, ho trovato addirittura piacevole lo sventolare delle bandiere sui motorini e fuori dalle macchine. Poi però, mi è bastato spostare lo sguardo qualche metro più in là per ritrovarmi a sperare che i conducenti di quegli stessi motorini (e il casco dov’è?!?!) evitassero la buca poco più in là. Sono contenta per il Catania che rimane in serie A ma si potrà fare qualcosa affinchè LA Catania non continui a retrocedere?