Mezzo pieno o mezzo vuoto?

15 aprile, 2008

Ognuno lo vede un po’ come gli pare. Per alcuni sarà un super-alcolico con il quale festeggiare (per altri, forse, un modo per dimenticare). Qualcun altro preferirebbe ci fosse dentro del bromuro. Io lo vedo un po’ vuotino ‘sto bicchiere ma è da ieri che cerco di cambiare prospettiva. Ci vuole un briciolo di ottimismo anche nei momenti più scuri! Alla fine, sono riuscita persino a vederlo per un attimo con un bell’ombrellino, della frutta ed una cannuccia tutta colorata dentro. E’ stato in quel momento che ho capito che anche un “disastro” può diventare un piacevole, anche se fugace, momento di gioia. Piccole soddisfazioni…per non cedere alla tentazione del bromuro!

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Già fatto?!?!

13 aprile, 2008

Giorni e giorni di paranoie, di riflessioni e poi tutto si risolve in un paio di minuti. Stamattina sono scesa di buon’ora a votare, sperando di non beccare fila. Credevo che a quell’ora fossero tutti a Messa*. Mi sbagliavo. Qualche minuto di attesa a scambiare due chiacchere con i miei più o meno vicini di casa sulla fobia che improvvisamente ti squilli il telefonino mentre voti e i poliziotti alla porta si precipitino a metterti le manette**. Poi è arrivato il mio turno. Prontissima. Poche idee ma chiare. Sono ancora giovane, mi danno due schede. Entro a votare e lì, il panico. “E se comincia a tremarmi la mano ed il segno della mia matita sconfina? A me un righello!”. Poi mi sono detta: “Ce la puoi fare. Devi solo rimanere dentro i limiti. Niente panico. Il Paese ha bisogno del tuo voto*** (valido preferibilmente!)”. Missione compiuta. Stavolta non ho avuto neanche grandi difficoltà per ripiegare le schede – che a volte, causa dimensioni lenzuola matrimoniali, mi hanno dato non pochi problemi!Ora che ho compiuto il mio diritto/dovere da brava cittadina, posso finalmente tornare alle cose serie…

* Appunto per le prossime votazioni (che non credo si faranno aspettare tanto!): meglio scegliere l’ora di pranzo dato il calo dei fedeli praticanti!

** Ho cercato di spiegare al signore in fila prima di me di non aver paura perchè il suo telefonino era stato acquistato quando più o meno io giocavo ancora con le bambole e quindi, ovviamente non poteva fare nè foto nè video, ma non mi ha dato fiducia. Siamo proprio la generazione degli inascoltati!

***Vabbè, forse ho un po’ esagerato, ma mi piace pensarlo. Com’è la storia del mare? Una goccia è solo una goccia ma tante gocce…e bla bla bla!

Quanto ho aspettato questo giorno di magico ed irreale silenzio! Nelle ultime ore sono stata terribilmente insofferente. In alcuni momenti pensavo addirittura, ed in realtà in fondo speravo, che fosse la febbre alta a farmi sentire frasi senza senso. Vana speranza. Era un delirio reale: i fucili, i Presidenti della Repubblica comunisti, i militari (rigorosamente etero!) che hanno tutto il diritto di cercare “conforto” durante le missioni, niente tasse per un mese, la Santanchè che continua a non darla (neanche a Silvio!!!), Totti fuori di testa e fan rompicoglioni, migliaia di grulli in giro, innumerevoli imprenditori che si stringono in cordata, gli esami di sanità mentale per i pm…No, non ero io che deliravo, erano i nostri futuri governanti. A volte mi sono divertita ma più spesso ancora ho spinto i giorni affinchè arrivasse finalmente questo atteso momento di quiete (anche se ho la netta impressione che sia solo la quiete prima della tempesta!).

Il peso delle parole

14 marzo, 2008

Arbeit macht frei

Mi ero ripromessa di non cadere in tentazione. Di non spendere nemmeno una parola per commentare le affermazioni di Ferrara. Evidentemente non sono abbastanza forte! “Aborto macht frei”. Ma rende liberi chi?!?!?! Il caro Giuliano ha mai parlato con una donna che per qualsiasi ragione abbia deciso di abortire? Ma si è mai chiesto quanto deve essere duro fare una scelta del genere? Pensa forse che sia così semplice entrare in un ospedale e decidere di abortire? Crede forse che sia come andare dal dentista? Come è facile dire cosa è giusto e cosa è sbagliato dall’alto di un pulpito! Ergersi a fonte prima di assoluta moralità. Paragonare una donna ai gerarchi nazisti mi sembra, a dir poco, grottesco, fuori luogo ed umiliante per qualsiasi persona che creda nella libertà di scegliere!!! Non si capisce che usando toni e frasi di questo genere si finisce con lo svilire la gravità e la serietà dell’aborto! Sono veramente stanca di sentire provocazioni del genere, che non servono certo alla causa che Ferrara intende sostenere e che anzi, a quanto pare, servono solo a farmi imbestialire!

Politica in verde

4 marzo, 2008

Credo proprio che prima delle elezioni ci saranno post su diversi colori della politica anche perchè i nostri candidati sono così pieni di iniziative interessanti! Oggi un mio pensiero speciale va al pacifico e diplomatico Roberto Calderoli. Cito testualmente: “Il Pd? E’ il partito dei terùn, di quelli che si fanno mantenere”. Visto che la frase detta così ha un qualcosa di ermetico e volendo capire fino in fondo la profondità di tanta riflessione politologica, ho cercato in giro una interpretazione plausibile. All’inizio non ho trovato nulla ma poi il mio amato Televideo mi ha aperto nuovi orizzonti soprattutto sul concetto stesso di terrone (ma qualcuno mi sa dare un confine geografico-spaziale della patria dei Terroni? Giusto per regolarsi un pò!). Scopro oggi con mio grande stupore, ammesso che io abbia realmente capito correttamente, che non tutta la gente del sud appartiene alla categoria “terùn” ma questa è riservata solo a coloro “che si fanno mantenere”. Non so da chi, come e da che cosa, ma intanto questa mi sembra essere la differenza. Tornando alla frase, in realtà Calderoli è seriamente preoccupato per il destino di noi poveri meridionali onesti (cito: “Per fortuna per loro c’è l’Mpa”) con questo Pd cattivo che cerca di sfruttare noi, invadere la Lombardia ed arricchirsi alle spalle della gente (del Nord) che lavora onestamente…Ma la frase va letta come “Il Pd? E’ il partito composto dai terùn” o “Il Pd? E’ il partito che aiuta i terùn”?!?! Chissà, speriamo di avere modo, durante la campagna elettorale, di capire meglio il Calderoli pensiero…

La repubblica delle donne

23 febbraio, 2008

DonnePer una che ai tempi della scuola è stata definita da un suo professore “sindacalista post-femminista”, questo è davvero un bel momento! Nella baraonda più generale di questa campgna elettorale sui generis mi gongolo nel vedere che finalmente non ci sono solo maschietti a parlare di politica. La Yespica a parte, che non è esattamente l’esempio ideale per sostenere la tesi “siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”, mi piace proprio sentire delle voci femminili che pronunciano parole come “Election day” o la “MIA candidatura”. Al di fuori delle mie convinzioni politiche, non posso fare altro che sorridere soddifatta quando vedo che in tv si scannano anche le donne parlando di politica. E allora ti trovi su Ballarò la Brambilla e la Finocchiaro che si accapigliano, al TG ascolti la Bonino che detta le sue regole a Walter (o almeno ci prova), leggi sui giornali che la Binetti si impone per delle candidature morali ed etiche (eh?!?!?!), osservi la Madia che con i suoi 27 anni cerca anche di abbassare la veneranda età media dell’Italia politica.
So perfettamente che questo è troppo poco, che la Spagna di Zapatero è purtroppo ancora lontana, che mi illudo giusto perchè riesco a contare le donne in politica sulle dita di due mani, piuttosto che di una sola, ma io gongolo lo stesso!

Destinazione Obama

22 febbraio, 2008

Ieri leggendo “il Sole 24 ore” (la versione cartacea, confesso. Non riesco proprio a fare a meno delle mani sporche di inchiostro) ho scoperto che esiste un paese in Giappone che si chiama proprio Obama. E allora ho cominciato ad immaginare 32mila abitanti giapponesi che sventolando delle bandierine urlano “Yes, we can”, con la speranza che il candidato omonimo, vincendo, possa portare un inaspettato boom turistico nella zona. E allora via con talismani, T-shirt e regali. Poi ho cominciato a fare dei viaggi con la mente cercando di immaginare come sarebbe un paese chiamato Veltroni (magari anche li cantano “Yes, we can”) o Berlusconi…Per la par condicio avrei dovuto immaginare anche luoghi con i nomi di tutti gli altri candadati ma la lista serebbe diventata enorme. Se questi posti esistono, io avrei già scelto dove andare a vivere ma spero di non dovermene pentire…