Il prezzo del velo

E’ un tema delicato quello che Giuliana Sgrena ha affrontato oggi durante un incontro ai Benedettini. Il suo libro (“Il prezzo del velo”, Feltrinelli) è chiaramente frutto di un’esperienza diretta e profonda, di una donna che incontra altre donne in Paesi nei quali la bellezza e la femminilità sono un impedimento alla piena espressione di se stesse. Il velo imposto, frutto non di una scelta ma di un obbligo “superiore”, altro non è che un simbolo, una garanzia del pudore della donna e dell’onore dell’uomo, un’espressione di sottomissione, un controllo estremo della sessualità femminile, una misura per valutare il grado di fede delle donne ma soprattutto dei loro uomini. La voce, i capelli ed il corpo diventano una pericolosa tentazione da celare, da costringere sotto ad una stoffa che sapientemente nasconda i movimenti, anche quando si vive in Occidente, in quei Paesi nei quali, almeno sulla carta, la religione e la vita sociale non sono legate ma appartengono a due mondi separati. Una frase del libro credo riassuma perfettamente questo tema, tanto delicato quanto pieno di spunti di riflessione: “Seducendo la donna l’uomo usa un proprio diritto mentre il dovere della donna è quello di resistere e non provocarlo”. Ecco, questo spiega più di mille parole…