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16 luglio, 2008

Sono le pagine che accompagneranno la mia estate, raccolte nei tre libri su cui mi sono tuffata, alla BlogSeaBookSharing (mamma mia, è uno scioglilingua!!!). Per un attimo, ieri sera, grazie al bagliore delle lampade, alla penombra dovuta alla momentanea assenza di Luna, alla pila di libri accatastati in attesa di trovare un possessore a tempo determinato, mi è sembrato di trovarmi catapultata in un’ambientazione paragonabile alla Setta dei Poeti Estinti.

Il dilemma, a questo punto è da quale libro cominciare: Piccolo mondo inglese, di Margaret Halsey, Un posto nel mondo, di Fabio Volo o Il Terzo segreto, di Steve Berry? Il primo mi sembra molto scorrevole, in forma di diario. Credo lo lascerò per ultimo. Il libro di Fabio Volo presenta una chiara intimidazione da parte del proprietario. La mia vita potrebbe essere in pericolo. Per puro spirito di autoconservazione credo sia meglio evitare per la lettura: luoghi affollati, spiagge, viaggi, fonti di calore ed infiammabili. Al momento si trova ben riposto tra due cuscini, delicatamente appoggiato sulla mia scrivania, sorvegliato dai miei due cani-peluches più fedeli e feroci. Il Terzo segreto è un mattoncino di discrete dimensioni che scotta per i temi trattati. Mi sembra quindi l’ideale per dare inizio alla lettura estiva…

Come sempre, nessun evento sarebbe tale senza la partecipazione di persone che lo rendono piacevole nella sua unicità: MarthaPeake, Neon, Serverless, Hecyra, Alessio, Rock(s)politik, Almostviola, Maelstrom, 4nTO, Filippo (il “ricattatore” del libro di Volo) e un amico di Alessio di cui, mea culpa, non ricordo il nome!Giuseppe.
Considerando due dati certi, ovvero la mia lentezza nel leggere e la mole che mi attende, dovrei mantenere una media di circa 20 pagine al giorno…se pò fa’!

Strane voglie

29 maggio, 2008

Stamattina, appena sveglia, ho avuto un solo desiderio. Ho preso dallo scaffale i pochi libri che mi erano rimasti per dare le ultime materie e per scrivere la tesi. Li ho ammonticchiati in un angolo. Una sorta di catarsi il giorno dopo la liberazione. Un modo per concretizzare l’abbandono dello status di studentessa, per piazzare la parola “fine” ad un percorso. O solo la maniera migliore per fare un pò di spazio in camera mia. In realtà, alcuni di questi testi vorrei tanto buttarli ma mio padre mi ha sempre detto che i libri non si buttano (al massimo si bruciano!). E allora, destinazione cantina!!!

Penna(c) e calamaio

22 maggio, 2008

In questo periodo di relativo standby sto rivivendo la magnifica sensazione di immergermi di nuovo nella lettura. L’università per troppo tempo mi ha obbligato a leggere testi su testi ma la sensazione è così diversa. Finalmente sono tornata a passare ore ed ore scorrendo le pagine con la voglia di andare avanti veloce ma cercando di bloccare il tempo tra le righe, tra le parole. Ho appena finito, letteralmente divorandolo, “Ecco la storia” (2003) di Daniel Pennac. Inutile dire che l’ho trovato entusiasmante. Tra le tante frasi che ho segnato a matita, per non farmele più sfuggire, c’è un passo che trovo geniale nella sua semplicità:

“Scriviamo per farla finita con noi stessi, ma con il desiderio di essere letti, non c’è modo di sfuggire a questa contraddizione. E’ come se annegassimo urlando: “Guarda, mamma, so nuotare”. […] Quanto a sostenere di scrivere senza voler essere letti (tenere un diario, per esempio), significa spingere fino al ridicolo il sogno di essere contemporaneamente l’autore e il lettore”.

…senza parole…