Manifestare

4 marzo, 2010

A me viene proprio da ridere. Certo che è un paese strano il nostro! Ci lamentiamo tutti del fatto che non abbiamo lavoro nonostante la nostra laurea appesa al muro ormai da anni, che non possiamo sposarci perchè quando scade il contratto chissà se lo rinnoveranno, che le uniche offerte di lavoro che intasano le nostre caselle e-mail sono in realtà dei tirocini non pagati, che esce un concorso ogni due anni per tre posti in tutta Italia, che probabilmente non riusciremo mai a goderci la sacrosanta festa di pensionamento organizzata dai colleghi di lavoro. Ci lamentiamo, ma non agiamo. Ed io purtroppo non faccio la differenza, seduta davanti ad un bicchiere di Nero d’Avola a parlare con gli amici di sempre di quanto male si sta a sentirsi eterni bamboccioni. In realtà è proprio per tutte queste cose e per tante altre che nel nostro Bel Paese non vanno che dovremmo manifestare dissenso a gran voce. E invece cosa sono costretta a vedere all’apertura dei Tg? Ragazzi della mia età (non troppi per fortuna!), che sicuamente avranno i miei stessi problemi, che urlano a squarciagola “voglio votare a Roma“. Mi manda al manicomio. Ma di cosa stiamo parlando? Di aria…

P.S. Visto che le scadenze non sono poi così importanti, io vorrei partecipare ad un bando di concorso che è scaduto da soli due giorni…Mi sono proprio dimenticata di inoltrare la candidatura in tempo. Che faccio, ci provo con il Tar, sentiamo se può fare qualcosa?

Politica in verde

4 marzo, 2008

Credo proprio che prima delle elezioni ci saranno post su diversi colori della politica anche perchè i nostri candidati sono così pieni di iniziative interessanti! Oggi un mio pensiero speciale va al pacifico e diplomatico Roberto Calderoli. Cito testualmente: “Il Pd? E’ il partito dei terùn, di quelli che si fanno mantenere”. Visto che la frase detta così ha un qualcosa di ermetico e volendo capire fino in fondo la profondità di tanta riflessione politologica, ho cercato in giro una interpretazione plausibile. All’inizio non ho trovato nulla ma poi il mio amato Televideo mi ha aperto nuovi orizzonti soprattutto sul concetto stesso di terrone (ma qualcuno mi sa dare un confine geografico-spaziale della patria dei Terroni? Giusto per regolarsi un pò!). Scopro oggi con mio grande stupore, ammesso che io abbia realmente capito correttamente, che non tutta la gente del sud appartiene alla categoria “terùn” ma questa è riservata solo a coloro “che si fanno mantenere”. Non so da chi, come e da che cosa, ma intanto questa mi sembra essere la differenza. Tornando alla frase, in realtà Calderoli è seriamente preoccupato per il destino di noi poveri meridionali onesti (cito: “Per fortuna per loro c’è l’Mpa”) con questo Pd cattivo che cerca di sfruttare noi, invadere la Lombardia ed arricchirsi alle spalle della gente (del Nord) che lavora onestamente…Ma la frase va letta come “Il Pd? E’ il partito composto dai terùn” o “Il Pd? E’ il partito che aiuta i terùn”?!?! Chissà, speriamo di avere modo, durante la campagna elettorale, di capire meglio il Calderoli pensiero…

Politica in rosa

1 marzo, 2008

Non posso sempre essere partigiana nei confronti del sesso femminile, quando è troppo è troppo. Devo essere un minimo oggettiva…Dell’intervista della Santanchè non mi colpisce il fatto che si vanti e ribadisca più volte di non averla mai data per fare carriera (questo si che è parlare chiaro. Adesso possiamo finalmente tutti dormire sogni tranquilli!). Quello che mi infastidisce un pizzico è l’affermazione che viene subito dopo: “In realtà sono un uomo” il che sembrerebbe condurre alla deduzione logica che la credibilità politica dipenda dall’essere uomo, o mi sbaglio? E’ esattamente come la frase “Quelle donna ha le palle quadrate”. Ma anche no!!! Detto da una che sventola la bandiera femminista in molte occasioni, non ti aspetti un’affermazione del genere…E poi, “Piaccio alle donne perchè sono un uomo”. Non sarebbe meglio cercare di piacere alle donne per quello che si dice o che si fa?

Un piacevole Travaglio

29 febbraio, 2008

TravaglioMetteteci dentro almeno un centinaio di persone, un clima da campagna elettorale, l’art. 21 della Costituzione…ecco quello che è stato il pomeriggio con Marco Travaglio, nell’auditorium dei Benedettini. Sarei stata lì delle ore (se non fosse stato per un caldo massacrante!!!) ad ascoltare lui e Claudio Fava a parlare non della politica lontana e distante ma dell’informazione, di come questa trasforma, plasma la realtà, dell’intreccio tra giornalismo e potere, della nostra città che vive un momento così triste come non se ne vedevano da anni…Un’occasione di pura riflessione su cosa accade nel nostro bel Paese, su come alcune parole, come Mafia, scompaiano spesso da giornali e televisioni quasi a voler nascondere il sole con un dito, su come una prescrizione in seguito ad un processo riesca ad apparire quasi come un’assoluzione, sulla nostra Terra, che giace quasi addormentata aspettando che dall’alto arrivi qualcosa a cambiare ciò che siamo, sul conflitto d’interessi, un concetto che sembra tanto lontano da non scorgerne quasi i contorni ma che in realtà è talmente presente, anche nel contesto catanese, da essere quasi connaturato nell’essenza stessa dell’informazione. Sarei stata lì delle ore a scoprire quante cose non so, quante purtroppo ne ho dimenticate nel tempo, quante vengono distorte dalla lente della politica (per uscirne magicamente ripulite!!!), quante non mi è dato sapere perchè le regole del monopolio non lo consentono…Davvero un piacevole Travaglio…

La repubblica delle donne

23 febbraio, 2008

DonnePer una che ai tempi della scuola è stata definita da un suo professore “sindacalista post-femminista”, questo è davvero un bel momento! Nella baraonda più generale di questa campgna elettorale sui generis mi gongolo nel vedere che finalmente non ci sono solo maschietti a parlare di politica. La Yespica a parte, che non è esattamente l’esempio ideale per sostenere la tesi “siamo donne, oltre alle gambe c’è di più”, mi piace proprio sentire delle voci femminili che pronunciano parole come “Election day” o la “MIA candidatura”. Al di fuori delle mie convinzioni politiche, non posso fare altro che sorridere soddifatta quando vedo che in tv si scannano anche le donne parlando di politica. E allora ti trovi su Ballarò la Brambilla e la Finocchiaro che si accapigliano, al TG ascolti la Bonino che detta le sue regole a Walter (o almeno ci prova), leggi sui giornali che la Binetti si impone per delle candidature morali ed etiche (eh?!?!?!), osservi la Madia che con i suoi 27 anni cerca anche di abbassare la veneranda età media dell’Italia politica.
So perfettamente che questo è troppo poco, che la Spagna di Zapatero è purtroppo ancora lontana, che mi illudo giusto perchè riesco a contare le donne in politica sulle dita di due mani, piuttosto che di una sola, ma io gongolo lo stesso!